Il processo produttivo prevede la miscelazione di inerti selezionati (quarzo, marmo e minerali) di diversa granulometria — dalla polvere fino alla graniglia dell’ordine di 5–6 mm — insieme a coloranti organici e a una resina strutturale poliestere (in percentuale pari a circa 7%).
Quest’ultima non svolge soltanto una funzione legante, ma rappresenta un vero elemento ingegneristico del materiale: nel prodotto finito consente di ottenere valori ottimali di resistenza a flessione, urto e assorbimento e, più in generale, permette di ricostruire la massa del ricomposto con qualità fisiche e prestazioni meccaniche superiori a quelle del materiale naturale di partenza.
La resina poliestere, la cui composizione prevede una quota del 21% di componente bio di origine vegetale, viene catalizzata a caldo e, attraverso un processo industriale computerizzato di vibro-compressione sottovuoto ad alte pressioni, consente la compattazione delle lastre in grande formato (120×120 cm e 140×305 cm) e in spessori differenziati (1 / 1,2 / 2 / 3 cm).
Questa tecnologia permette di modulare il prodotto in funzione delle diverse esigenze applicative — dal rivestimento all’arredo fino ai piani di lavoro — garantendo omogeneità strutturale, stabilità dimensionale e affidabilità nel tempo.
Il ciclo produttivo adotta inoltre una compattazione a lastra singola, superando i limiti tecnici ed economici della segagione da blocco tipica dei lapidei naturali, con vantaggi sia in termini di qualità costante sia di ottimizzazione delle risorse.
L’impasto viene dapprima mescolato e omogeneizzato mediante centraline computerizzate che assicurano il perfetto controllo delle dosi e della distribuzione dei componenti. Successivamente viene dosato — in funzione degli spessori di produzione — tra due fogli di carta su un nastro trasportatore, che avvia il materiale, ancora plastico, alla fase di pressatura in lastre.
L’indurimento avviene nella camera di catalisi, costituita da una torre a più piani riscaldati mantenuti a una temperatura di 80–85 °C, in grado di sviluppare la solidificazione completa dell’impasto in un arco temporale di circa 30–40 minuti, pari a circa la metà del tempo complessivo dell’intero ciclo produttivo di una lastra. Questo processo garantisce una polimerizzazione controllata, fondamentale per ottenere stabilità, resistenza e durabilità del materiale.
Le lastre così ottenute vengono quindi sottoposte alle operazioni di finitura, che comprendono rettifica delle due facce principali, calibrazione, lucidatura, taglio, bisellatura ed eventuali lavorazioni delle coste in funzione della specifica destinazione d’uso.
Una volta rifinite, le lastre Stone Italiana possono essere fornite anche in grandi quantità, mantenendo caratteristiche controllate e certificate: costanza di peso, spessore, compattezza, uniformità del disegno e della tonalità cromatica della superficie a vista. Questo consente a progettisti e operatori di lavorare con un materiale affidabile, replicabile e perfettamente integrabile nei più complessi progetti di architettura e interior design.
Stone Italiana si distingue con ben 3 finiture, vediamole nel dettaglio :
Finitura superficiale che conferisce al materiale un effetto opaco e uniforme, sia alla vista sia al tatto.
Si ottiene tramite spazzolatura meccanica, che valorizza la texture e dona una piacevole morbidezza al contatto. La tecnologia utilizzata nelle superfici 2.0 garantisce la massima protezione contro liquidi, macchie, calcare, muffa, unto e agenti contaminanti, senza alterare l’aspetto della superficie e riducendo al minimo l’impegno di manutenzione per il trasformatore e per il cliente finale.
Finitura superficiale che conferisce al materiale un effetto opaco e uniforme, sia alla vista sia al tatto.
Si ottiene tramite spazzolatura meccanica, che valorizza la texture e dona una piacevole morbidezza al contatto. La tecnologia utilizzata nelle superfici 2.0 garantisce la massima protezione contro liquidi, macchie, calcare, muffa, unto e agenti contaminanti, senza alterare l’aspetto della superficie e riducendo al minimo l’impegno di manutenzione per il trasformatore e per il cliente finale.